Eulalia entra nel parco.
Il cartello avverte i visitatori di non trattenersi oltre l’orario di chiusura, che di solito precede il tramonto. Ma Eulalia non ha fretta: il sole e’ alto in cielo, e i cancelli del giardino si sono spalancati da poco.
Eulalia sventola trionfante il biglietto d’ingresso bianco e arancione, che somiglia a un pesce pagliaccio cornuto bidimensionale, e saltella tra gabbie e recinti. Alcuni ospiti del giardino sono liberi di circolare tra i vistatori, ed Eulalia, piena di meraviglia, puo’ osservarli da vicino.
Una foca triste scende dall’albero ululando, forse per la fame, mentre una capra tibetana mastica felice molti pezzi di carne cruda.
Un pipistrello esce ruggendo dalla tana subacquea, mentre il gatto dietro le sbarre rumina abbaiando. L’elefante pigola impaurito alla vista di una carpa che striscia insidiosa sul terreno.
Crotali vermigli volano sui rami piu’ alti, inseguiti da pinguini dalla folta criniera pronti a trapassarli con i denti aguzzi. Nitrisce l’avvoltoio, adocchiando una giraffa che nuota per raggiungere l’ aringa gettata in acqua dal guardiano.
All’ora del pasto, i leopardi scavano nel terreno per estrarrne gustose radici, di cui sono ghiotti. Nel frattempo, un macaco barrisce indispettito, perche’ il canguro, volando rasoterra, gli ha rubato il pranzo. Il lupo miagola, aspettando il fieno, mentre l’ippopotamo salta festoso, alla vista delle bistecche.
Anche Eulalia decide di fare una pausa: si siede in una panchina, apre la borsa e ne trae due panini imbottiti che si era portata da casa.
Ma poi, si lascia impietosire dal capriolo che guarda con occhi sognanti il prosciutto, e gli lascia mangiare l’affettato.
Il pane, invece, finisce al tricheco, che non la finisce di sibilare.
Resta un formaggino per la civetta delle nevi, che pero’ sembra troppo occupata a nuotare controcorrente.
Eulalia accarezza la tigre, che sta ragliando preoccupata: e’ da due giorni che lo squalo bianco le soffia le carote.
L’ora di pranzo volge al termine: solo l’aquila sta ancora ringhiando dalla sua pozza di fango, sebbene abbia gia’ avuto la sua razione di avena.
Ma le aquile, si sa, sono animali difficili.