

Cammina lentamente, la testa alta, con espressione indecifrabile.
Si fa largo tra tappeti, poltrone e broccati rosso cupo, con secolare e consapevole sicurezza.
Ostenta una mollezza di costumi piu' apparente che reale ed indugia volentieri in vizi innominabili, ma non c'e' arroganza nel suo sguardo.
L'ozio e' il suo sport preferito: solo di rado, in preda alla noia, esce per una caccia notturna.
Giovani ambiziosi e fanciulle in fiore si sporgono verso di lui, sperando di farsi notare tra la folla.
Vorrebbero emularlo, o almeno brillare di luce riflessa. In un anelito d'immortalita', lo implorano di straziar loro il collo consenziente, ma a nulla valgono promesse, lusinghe e minacce: il loro desiderio non viene mai esaudito. E' lui, quello che sceglie.
Lestat coglie solo i fiori piu' belli. Li strappa quando sono sul punto di sbocciare e li conserva, per poco, in un vecchio tomo, tenui ricordi del senso di una vita perduta per sempre.
Presto appassiscono, e Lestat corre in un nuovo giardino, incurante delle suppliche delle vittime, per scegliere un nuovo segnalibro.
Ma con Eulalia, Lestat si trasforma. Eulalia e' diversa dagli umani che lo chiamano mostro, e dai vampiri, che lo osannano come un Dio.
Quando lo guarda, Eulalia non vede il vampiro, ne' il dissoluto: Eulalia vede solo Lestat.
Il vampiro prova per lei un affetto che va al di la’ di ogni comprensione.
Lestat non sa da dove venga la sua amica, non conosce la sua eta', ne' la sua meta: quando si e' immortali, certi dettagli sono irrilevanti.
Eulalia e' una bambina, una donna, un pensiero improvviso che riporta a Lestat la memoria di un tempo lontano, in cui la vita era scandita dal battito del cuore.
Ma Eulalia non e' un canarino da tenere in gabbia, ne' un animale da addomesticare.
Eulalia e' libera di volar via in qualsiasi momento, percio' Lestat deve conquistarne l'amicizia, giorno per giorno.
Lestat prende Eulalia per mano e la conduce in luoghi mai visti, mostrando il meglio e il peggio di se', senza vergogna. La porta su sentieri scoscesi, ma tenendola sempre per mano. Se fa freddo le offre il mantello e quando piove e' la sua mano ad aprire l'ombrello per ripararla dall'acqua e dal male.

Un rivolo di sangue sporca il tappeto: un' altra creatura infelice lascia per sempre il mondo dei mortali. Due piccoli fori nei pressi della giugulare sono il suggello di un nuovo patto, o della fine di tutto.
Forse, grazie a Lestat, quel corpo esanime sorgera' presto a nuova vita, felicemente condannato a vagare nel tempo e nello spazio in una lotta senza quartiere con gli umani e la morale, oppure riposera' nel suo pallore irreale, in terra sconsacrata.
Eulalia guarda Lestat, sorride e non giudica: questo e' cio' di cui Lestat ha piu' bisogno, quando il peso degli anni e dei troppi delitti si fa insopportabile.
Anche i vampiri, ogni tanto, sentono il richiamo del sole.
Per Lestat, spavaldo antieroe della notte.