giovedì, 10 aprile 2008

Eulalia e la Fata Confetto


Eulalia, in volo mattutino, guarda l'alba dall'alto.

La Fata Confetto si stiracchia.
L’ involucro alieno, in cui e’ racchiuso il soffice letto di piume di cigno, sta per schiudersi: si avvicina l’ora di affacciarsi sul mondo.

 
Il grande fiore, di un delicato rosa pallido, spuntato da un seme caduto dallo spazio, e’ chiuso su se’ stesso. Sembra un enorme uovo di pasqua profumato e la rugiada mattutina che scende, in gocce minute, lungo lo stelo allungato, manda bagliori zuccherini e riflessi cangianti .
In pochi minuti il sole taglia il traguardo dell’orizzonte e si slancia verso il cielo: e’ primavera.

  
Il tempo di intiepidirsi ai raggi dorati, e la corolla finalmente si schiude, rivelando al mondo il prezioso contenuto.
La fata, ancora mezza addormentata, si alza con un sorriso, mentre un usignolo canta felice l’inno alla nuova stagione e le lumache, pigre ed indolenti, si trascinano alla ricerca dell’insalata novella.





L’eterea creatura spazzola con cura la fluente chioma bionda, sapientemente cosparsa di polvere lunare, poi si fa scivolare addosso un abito che sembra rubato alle lande delle aurore boreali.
 
Si passa compiaciuta le mani lungo i fianchi, accarezzando l’abito di tulle e taffeta’ che fascia, senza comprimere, la sua slanciata silhouette. Il leggero e grazioso tutu’, tutto trine e merletti, alterna toni cremisi e scarlatti, porpora e peonia, pesco e mandorlo: una specie di piccolo, leggiadro bouquet profumato, che si armonizza con i nastri di seta delle minuscole scarpette da ballerina dai riflessi perlacei.

La Fata apre gli occhioni da cerbiatta, mostrando le iridi di un celeste abbagliante; mentre le ali multicolori si asciugano al sole, sbatte le lunghe ciglia e si rimira, vezzosa, allo specchio.
 
E’ bellissima: il rossetto trasparente e il trucco delicato, fatto di polveri impalpabili, mescolate a un velo di cipria dorata, rendono il suo viso simile a una rosa tea nel pieno della fioritura.
 
Il mattino si apre, in tutto il suo splendore: le piante liberano i migliori profumi della stagione e gli animali escono dalle tane, senza piu’ temere pioggia e gelo.
 

lunedì, 17 marzo 2008

Eulalia e la farfalla

GB: maxi- rifugio per le farfalle
L'inquinamento le annienta, una cupola le proteggera'

LONDRA, 13 MAR - La Gran Bretagna ha iniziato a costruire il piu' grande rifugio per farfalle al mondo, per proteggerle dall'inquinamento e dall'estinzione.
Butterfly World, una cupola del diametro di circa 100 metri sara' anche una grande attrazione turistica.

I lavori sono iniziati ieri nell'Hertfordshire.
Il progetto (25 milioni di sterline) e' stato lanciato col sostegno di alcuni dei maggiori ambientalisti britannici. Butterfly world aprira' i battenti tra giugno 2009 e maggio 2011.
 
 


La tempesta elettrica si e’ spostata lungo l’orizzonte degli eventi.
Il grande uovo striato rotola dalla cima del monte: il nido in vetroresina e cemento e’ stato spazzato via dal vento, e ora il condor di metallo vola in cerchio, sperando di avvistare la progenie chiusa nel guscio di vanadio.

Donnole in titanio si aggirano nei pressi dei pollai in lamiera, sperando in un lauto pasto, ma le galline in plastica, ormai sfornano solo globi di polietilene.
Sul terreno di cenere, rari ciuffi d’erba sintetica brillano di un verde innaturale nella semioscurita’ dell’ eclissi permanente.
E in tutto questo, automi stanchi e pallidi, cercano, senza speranza, un cenno di primavera.
 
Una farfalla blu e violetta vola su un narciso.
Non vi e’ nulla di piu’ sublime di un battito d’ali, lontano dalla cappa di gas venefici e metalli pesanti.

Una barriera trasparente, forse di cristallo, protegge, come uno scudo, cio’ che resta di un mondo ormai relegato nella dimensione onirica.
Guardare un fiore, sentirne il profumo e fermarsi ad osservare le capricciose evoluzioni di un lepidottero dai colori sgargianti, sapendo di non sognare: questa e’ la nuova frontiera di una umanita’ vicina al punto di non ritorno.


Eulalia, protetta dalla cupola, vola zigzagando, senza soluzione di continuita’.
giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
giovedì, 30 agosto 2007

Eulalia e il Vampiro

Cammina lentamente, la testa alta, con espressione indecifrabile.
Si fa largo tra tappeti, poltrone e broccati rosso cupo, con secolare e consapevole sicurezza.
Ostenta una mollezza di costumi piu' apparente che reale ed indugia volentieri in vizi innominabili, ma non c'e' arroganza nel suo sguardo.

L'ozio e' il suo sport preferito: solo di rado, in preda alla noia, esce per una caccia notturna.
Giovani ambiziosi e fanciulle in fiore si sporgono verso di lui, sperando di farsi notare tra la folla.

Vorrebbero emularlo, o almeno brillare di luce riflessa. In un anelito d'immortalita', lo implorano di straziar loro il collo consenziente, ma a nulla valgono promesse, lusinghe e minacce: il loro desiderio non viene mai esaudito. E' lui, quello che sceglie.

Lestat coglie solo i fiori piu' belli. Li strappa quando sono sul punto di sbocciare e li conserva, per poco, in un vecchio tomo, tenui ricordi del senso di una vita perduta per sempre.
Presto appassiscono, e Lestat corre in un nuovo giardino, incurante delle suppliche delle vittime, per scegliere un nuovo segnalibro.

Ma con Eulalia, Lestat si trasforma. Eulalia e' diversa dagli umani che lo chiamano mostro, e dai vampiri, che lo osannano come un Dio.
Quando lo guarda, Eulalia non vede il vampiro, ne' il dissoluto: Eulalia vede solo Lestat.

Il vampiro prova per lei un affetto che va al di la’ di ogni comprensione.
Lestat non sa da dove venga la sua amica, non conosce la sua eta', ne' la sua meta: quando si e' immortali, certi dettagli sono irrilevanti.

Eulalia e' una bambina, una donna, un  pensiero improvviso che riporta a Lestat la memoria di un tempo lontano, in cui la vita era scandita dal battito del cuore.

Ma Eulalia non e' un canarino da tenere in gabbia, ne' un animale da addomesticare.

Eulalia e' libera di volar via in qualsiasi momento, percio' Lestat deve conquistarne l'amicizia, giorno per giorno.
Lestat prende Eulalia per mano e la conduce in luoghi mai visti, mostrando il meglio e il peggio di se', senza vergogna. La porta su sentieri scoscesi, ma tenendola sempre per mano. Se fa freddo le offre il mantello e quando piove e' la sua mano ad aprire l'ombrello per ripararla dall'acqua e dal male.


Un rivolo di sangue sporca il tappeto: un' altra creatura infelice lascia per sempre il mondo dei mortali. Due piccoli fori nei pressi della giugulare sono il suggello di un nuovo patto, o della fine di tutto.
Forse, grazie a Lestat, quel corpo esanime sorgera' presto a nuova vita, felicemente condannato a vagare nel tempo e nello spazio in una lotta senza quartiere con gli umani e la morale, oppure riposera' nel suo pallore irreale, in terra sconsacrata.

Eulalia guarda Lestat, sorride e non giudica: questo e' cio' di cui Lestat ha piu' bisogno, quando il peso degli anni e dei troppi delitti si fa insopportabile.

Anche i vampiri, ogni tanto, sentono il richiamo del sole.

Per Lestat, spavaldo antieroe della notte. 
 

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