venerdì, 18 luglio 2008

Eulalia e la materia dei sogni


Di cosa sono fatti i sogni?


Fiocchi di nuvole rosa che s’alzano oltre l’orizzonte degli eventi, o fauni mostruosi, appostati nel buio a cavallo delle ore notturne?


Bianche falene sospese nel tempo, o raggi di luna spezzati dai pini?





Su questo Eulalia s’interroga, dopo una notte insonne, davanti ad uno specchio vuoto.

Ma per risposta, ode soltanto l'eco sottile della propria voce.



lunedì, 07 luglio 2008

Eulalia e la calvizie

ROMA, 5 LUG - Sole, mare, casco e lavaggi frequenti non hanno alcun ruolo nella caduta dei capelli: la principale causa e' legata allo stress. Per gli uomini si tratta soprattutto delle preoccupazioni legate al lavoro e ai soldi, per le donne delle pene d'amore.

Non hanno dubbi gli oltre 300 tricologi riuniti a Genova per il congresso annuale della European Hair Research Society. A giocare un ruolo determinante nella comparsa del fenomeno e' l'insieme degli stress e la loro alta frequenza.


 
Eulalia vaga senza meta nella citta’ perduta.
Ai bordi di una fontana, la gente cerca il proprio riflesso nell’ acqua, sperando in una risposta clemente.


Lo specchio liquido rimanda riflessi di crani lucidi: palle da biliardo su cui labbra sottili e curvate all’ ingiu’ non disegnano sorrisi da troppo tempo. L’ acqua riflette immagini di teste glabre, con due teste di spillo al posto degli occhi: piu’ che sufficienti per consentire una visione, seppure riduttiva ed incolore, di un mondo circostante che e’ fatto di lamiere, bitume ed automobili.


Nelle vetrine, le donne cercano di rivedere il proprio volto, ma non ricevono che immagini di abiti tropo corti e scarpe rosse dai tacchi vertiginosi.
Allora aprono le borsette, evitano accuratamente i fazzoletti, le agende elettroniche ed il rossetto, e afferrano il guscio d’ostrica sintetica che racchiude lo specchietto da trucco.

Si guardano, e non riescono a celare la delusione alla vista della calotta cranica liscia come un palloncino gonfio d’ elio, sotto la quale non si distingue nulla di definito: il naso, unico punto di riferimento, e’ ridotto a un paio di forellini piazzati tra gli occhi e il mento, e le orecchie, sorde ad ogni richiamo d’amore, sono nascoste chissa’ dove.
 
Eulalia, sfiancata dal caldo, siede al bordo del pozzo. Ha appena gettato un sassolino, che si e’ tuffato volentieri nell’acqua fresca e ora la saluta felice.
I cerchi concentrici della superficie si stanno diradando velocemente, ed Eulalia puo’ vedere nuovamente la propria immagine riflessa.
 
Intorno, la gente infelice la guarda con invidia e malizia, meditando di rasarle il cranio, come se la cosa potesse fornire una sorta di compensazione morale per la tristezza di una vita piatta e senza emozioni.
 
Eulalia scuote la chioma e, sorridendo, lascia le strade incolori piene di gente triste, tornando a divertirsi tra le violette e le nuvole rosa del tramonto.
 
venerdì, 25 aprile 2008

Eulalia e il cuore assassino

Post pubblicato su  Caffe' Letterario

 

SPOSA VEDOVA SUO DONATORE CUORE, POI SI UCCIDE COME LUI
WASHINGTON - Un uomo che dodici anni fa aveva subito un trapianto di cuore - e che poco più tardi aveva sposato la vedova del suo donatore - si è tolto la vita nello stesso modo della persona da cui aveva ricevuto l'organo.
E' accaduto a Vidalia, nel sud-ovest della Georgia. Sonny Graham, di 69 anni, si è ucciso nel giardino di casa con un colpo di pistola alla gola, proprio come aveva fatto Terry Cottle, il 33enne che gli donò il cuore nel 1996. In seguito al trapianto che gli ha permesso di sopravvivere, Graham aveva iniziato a scrivere una serie di lettere alla famiglia del suo donatore, arrivando a conoscere personalmente la moglie di Cottle - Cheryl - allora 28/enne. Tra i due è nata una relazione così intensa che nel 2004 - dopo che lui è andato in pensione - si sono sposati e sono andati a vivere a Vidalia. Qui l'uomo, per motivi che non stati accertati, ha deciso di togliersi la vita nello stesso modo in cui fece dodici anni prima il suo donatore. Rendendo vedova per la seconda volta la stessa donna.



 
Eulalia, dritta come un fuso, osserva le attività frenetiche che si svolgono in sala operatoria.
Il chirurgo ha appena terminato il lavoro: un cuore umano, che sembra pulsare in modo innaturale, viene rinchiuso in un contenitore blu.
Non c’e’ tempo da perdere: tra pochi minuti, nella stanza in fondo al corridoio, un cardiopatico in fin di vita ricevera’ il dono inaspettato della seconda opportunita’.


Tornera’ a sorridere, parlare, camminare, fare le scale.
Andra’ a lavorare di nuovo, tornera’ a  seguire gli spettacoli al cineforum, mangera’ le patatine fritte e il venerdi’ sera frequentera’ un corso di ballo: imparera’ a ballare il tango, come aveva sempre sognato, e finalmente, nel secondo quadrimestre di lezione, incontrera’ la donna dei propri sogni.


Dopo una vita di attese, amori sbagliati, rinunce, rimpianti e liti furibonde, che lo avevano portato all’ infarto piu’ di una volta, capira’ di aver trovato il vero amore, che avra’ il viso dolce e triste di una quarantenne: un volto segnato profondamente dalla vita e dal tempo, ma non ancora appassito.
L’amera’, come nessuno ha mai amato prima, non dormira’ di notte per mesi interi, consumato dai dubbi e dal timore, fino al giorno in cui trovera’ il coraggio di dichiararsi e impazzira’ dalla gioia, scoprendo di essere ricambiato.

Ci sara’ un matrimonio, in un bel giorno di primavera;  le campane suoneranno a festa e gli stessi parenti che avevano pianto piu’ di una volta al suo capezzale, sorrideranno e lo abbracceranno, lanciando riso e benedizioni.
Passeranno gli anni, uno dopo l’altro, in pace ed armonia in una bella casa lungo la riva del fiume, e i ricordi delle stanze d’ospedale, dei giorni della paura e della speranza, della solitudine e del dolore, si faranno, giorno dopo giorno, sempre piu’ sfuocati.

Un bel giorno d’estate, lui camminera’ fino  all’argine, scendera’ fino al limitare dell’acqua, guardera’ i pesci, che tutto sanno e nulla dicono, e all’improvviso comprendera’ ogni cosa.

Tornera’ a casa con passo leggero, attraversera’ la grande sala arredata in legno d’acero e mettera’ nuova legna nel camino, perche’ il fuoco non si spenga.
Andra’ in cantina, per mettere a posto le vecchie fotografie del matrimonio ed estrarra’ dalla scatola di legno le piu’ belle, per guardarle l’ennesima volta. Vedra’ se’ stesso, con dodici anni in meno sulle spalle, e ammirera’ la bellezza della moglie, cosi’ solare, nonostante la doppia vedovanza che ne aveva funestato la vita, prima del loro incontro.


Sorridera’, rimettera’ a posto le foto e da un’altra scatola, di latta rossa, prendera’ una pistola e se la puntera’ alla gola.
Un colpo soffocato risuonera’ tra la polvere e i vecchi elettrodomestici sparsi per la cantina: lui morira’, ma il suo cuore sara’ salvo, pronto per un uovo ospite.

Tutto questo accadra’ senz’ altro: e’ una promessa segreta, un impegno da mantenere ad ogni costo.

Eulalia, inorridita, cerca di afferrare la scatola blu dalle mani del paramedico, che si e’ gia’ avviato in direzione dell’ altra sala operatoria, ma qualcuno la trattiene.

Mentre Eulalia cerca di divincolarsi, il cuore assassino viaggia verso la nuova vittima, cantando, sottovoce, una canzone d’amore.
 
 
mercoledì, 16 aprile 2008

Eulalia e la Fata Confetto II

La Fata si muove in punta di piedi; agile come una ballerina, danza fino a un piccolo specchio d'acqua.


Rimira, con un po’ di civetteria, il proprio riflesso: ora che la sua statura e’ pari a quella di un umano, si sente ancora piu’ bella.
L’acqua dello stagno, limpida e fresca, e’ cosi’ pura ed invitante che l’incantevole creatura non puo’ fare a meno di chinarsi per sfiorarla con la punta delle dita.
 
Dal punto in cui la sottile, tenera mano tocca l’acqua, partono cerchi concentrici: la superficie s’increspa appena; poi, un sottile strato di brina appare sopra agli steli d’erba che rasentano il bordo dello stagno.

Pochi istanti dopo, l’acqua si raffredda, trasformandosi in uno struggente ricordo invernale: un blocco di ghiaccio molto spesso, dentro al quale i pesci, impotenti spettatori, restano imprigionati, come accade a certi fiori, che finiscono la loro esistenza racchiusi nei fermacarte di vetro.


Gli anatroccoli, che nuotavano in fila indiana dietro la loro madre, non hanno migliore destino e, fermi in una immobilita’ fotografica, che nulla ha a piu’ a che vedere con la vita, punteggiano di giallo intenso la superficie disperatamente bianca dello stagno ammutolito.




La Fata, felice come solo gli esseri alati sanno essere, sorride, si rialza e cammina verso una radura.

Rose selvatiche ed anemoni sgargianti, timide margherite e spavaldi crocus, tintinnanti campanellini, primule rigogliose, denti di leone, primule e violette: dinanzi a lei, un paradiso di colori e profumi s’apre a perdita d’ occhio.

Una carezza ad un fiore, un soffio su una corolla, un tocco a uno stelo verde: la Fata si muove con grazia e dolcezza.
Le piante fremono, come scosse da una brezza che si fa via via piu’ intensa, poi si contorcono, ritraendo le foglie, riconoscendo, troppo tardi, un’ oscura minaccia.

I fiori si richiudono.
Sono piccoli scudi colorati la cui bellezza, purtroppo, non basta a garantire sufficiente protezione: infatti avvizziscono, prosciugati da una siccita’ innaturale, e poi soccombono. Fragili scheletri anneriti e piccoli cumuli di cenere grigia prendono subito il loro posto nel deserto creato dal nulla, e dei profumi mattutini non resta neppure il ricordo.

E mentra Eulalia, ancora incredula, cerca la forza per reagire, la Fata alza le spalle, un po' delusa per la breve ed effimera essenza dello spettacolo, e si avvia, a passo leggero, verso la citta' piu' vicina.


 


lunedì, 03 marzo 2008

Eulalia e il Gambero

Australia: gamberi non dimenticano
Dopo sconfitta maschi cercano rivincita

SYDNEY, 29 FEB - Il litigioso gambero di fiume australiano detto yabby (Cherax destructor) non si rassegna quando perde e cerca sempre la rivincita.Yabby, noto per gli strenui combattimenti fra i maschi della specie, non dimentica la 'faccia' di chi lo ha battuto.
Lo hanno scoperto gli zoologi dell'universita' di Melbourne, che per due anni hanno studiato 100 coppie di gamberi. La ricerca dimostra che i gamberi ricordano e riconoscono le fattezze degli altri individui,specie dei rivali.

 
 

Eulalia apre il diario.
Per anni interi ha annotato, con cura meticolosa, tutti gli sgarbi, le scorrettezze, le promesse mai mantenute, le menzogne e i tradimenti.

Una data, poche righe per non dimenticare, ed ecco che scorrono dinanzi ai suoi occhi spalancati  le didascalie che accompagnano centinaia di fotografie, ritratti e identikit.
 
Eulalia indossa il mantello della Nemesi, pronta a spiccare il volo.
Tremino, dunque, gli esseri indegni: gli ipocriti, i malfattori, i superbi, i vili , i bugiardi.

Eulalia, figlia della Notte e dell’Erebo, spiega le ali, ed e’ gia’ sopra di loro.
giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
giovedì, 29 novembre 2007

Eulalia e il lupo

SINCOPE CANI SI CURA CON PACEMAKER
A Varese clinica usa impianto contro la bradiaritmia
MILANO, 28 NOV - I sintomi della sincope che colpisce i cani si possono curare. Come? Impiantando un pacemaker. E vicino Varese, a Samarate, c'e' una clinica veterinaria dove vengono impiantati i pacemaker che pongono rimedio alle bradiaritmie, che nel cane sono le cause aritmiche all'origine della sincope, cioe' della perdita globale di coscienza. Le razze Schnauzer nano e West High Land Terrier sono le piu' colpite da questa malattia.
 
SPAGNA: SI RIAPRE LA CACCIA AL LUPO
Dopo 20 anni di protezionismo torna il rischio estinzione
 
MADRID, 27 NOV - Si riapre la caccia al lupo nella regione spagnola di Castilla y Leon. La Commissione Europea, d'accordo col ministero spagnolo dell'ambiente, ha dato la sua approvazione. La decisione, secondo gli ambientalisti, pone fine a venti anni di protezionismo. La caccia e' stata riaperta in una regione chiave per la sopravvivenza del lupo proprio quando il lupo cominciava a riprendersi dopo decenni di quasi scomparsa.

Eulalia, che stava ululando alla luna, scuote la testa, disapprovando: com' e’ possibile che sul martoriato pianeta degli umani, alcuni canidi vengano curati con amore, mentre altri finiscono trucidati per divertimento?
Eppure accade, e continuera’ ad accadere, di questo Eulalia e’ consapevole: la cosa le provoca rabbia e dolore. Inutilmente, pero’: per il momento, non puo’ intervenire.
 
Eulalia e’ pronta a volare in Spagna per parlare con i lupi: consigliera’ loro di nascondersi e travestirsi da barboncini nani. O da tappeti persiani, se necessario: tutto e' lecito per sfuggire alla barbarie degli uomini.


 
I lupi resteranno nascosti nelle caverne e nei libri di fiabe,  fino a quando l’umanita’ non decidera’ di rinunciare alla propria schizofrenia zoologica, ammesso e non concesso che questo possa avvenire: gli uomini tendono ad infierire sui piu’ deboli e sugli indifesi, indipendentemente dalla specie di appartenenza.

I lupi pagano colpe di altri, perseguitati senza motivo in un mondo in cui i cacciatori sleali sparano con la mitraglia e le pecore, prodotte in serie, non fanno addormentare nemmeno gli androidi.
Da animali nobili, quali sono, non si sono piegati alla medaglietta di metallo, al cappottino griffato e al guinzaglio pieno di strass.

Si sono rifiutati di farsi fotografare mentre occhieggiano bamboleggianti dalla borsetta dell’ ereditiera di turno, non hanno accettato di farsi acconciare come siepi, ne’ si sono esibiti con pellicce rosa antico, azzurro polvere o verde tundra mutate chimicamente dal coiffeur, in un ardito accostamento cromatico destinato ad enfatizzare le curatissime chiome della proprietaria, o i tendaggi nuovi della sua casa elegante.
 
Eulalia sa che rifiutare di farsi mettere collare e guinzaglio e’ molto pericoloso: lei stessa ha imparato che la liberta’, quasi sempre, si paga a caro prezzo.


 
giovedì, 18 ottobre 2007

Eulalia e la Bella Addormentata

"Scoperti i 'neuroni sveglia' del nostro cervello: sono situati nell'ipotalamo e ci fanno passare dal sogno alla veglia. La prima dimostrazione diretta di cio' si deve a Luis de Lecea della Stanford University a Palo Alto, in un lavoro pubblicato sulla rivista Nature.Si tratta dei gia' noti neuroni che producono ipocretina (neuroni Hcrt),la cui perdita causa narcolessia, ma e' la prima volta che si dimostra in modo diretto la loro importanza nella transizione sonno-veglia."

 
Eulalia ha deciso di partire alla ricerca del neurone perduto.
Percorrera’ valli profonde e inesplorate, attraversera’ deserti di fuoco e ghiaccio, scalera’ montagne impervie ed esplorera’ caverne e crateri.
Lottera’ con i draghi, ammansira’ le belve e sfidera’ i cavalieri neri, finche’, alla fine, riuscira’ a conquistare la teca di cristallo che racchiude tutti i neuroni del mondo.
 
Cosi’, da quel giorno, per ogni giorno a venire, Eulalia potra’ svegliarsi al sorgere del sole, ed aiutare l’umanita’ a uscire dal grande letargo.



Eulalia prendera’ tanti piccoli e brillanti neuroni, li mettera’ in un sacchetto di velluto azzurro con ricami di stelle d’argento, e andra’ a distribuirli a chiunque ne abbia bisogno, in giro per il mondo: mai piu’ guardie giurate licenziate dopo il doppio turno, ne’ pigri che perdono l’ultimo treno, o spasimanti incapaci di dichiarare al momento giusto il loro amore.

Ma la maggior parte dei neuroni andra’ alle bellissime e dolci principesse che da anni attendono invano di essere svegliate dal bacio di un principe che non arriva mai.
mercoledì, 26 settembre 2007

Eulalia e la proboscide

PECHINO - Le donne cinesi vogliono apparire più occidentali. E' il risultato di un sondaggio condotto dall'Horizon Research Consultancy Group di Pechino. L'indagine ha preso in considerazione 1.600 persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni, provenienti dalle città di Shanghai, Tianjin e Shenzhen.
Secondo il test circa il 33% delle donne vogliono migliorare i contorni del viso: le operazioni chirurgiche alle palpebre risultano al secondo posto per popolarità, con il 29%. Il viso troppo ovale e schiacciato e le doppie palpebre sono gli interventi di correzione più gettonati.


 
 
Eulalia si guarda allo specchio.
La proboscide che le hanno applicato un’ora fa le sta proprio bene.
Osserva soddisfatta le pieghe sinuose del nuovo naso, che si armonizzano con le eleganti striature zebrate delle sopracciglia e le macchie leopardate del collo.
Gli occhi ancora non sono perfetti: il chirurgo dice che bisogna attendere almeno una settimana, perche’ le cornee di falco non sono ancora arrivate, e d’altro canto, i globi oculari da gatto si devono ancora assestare.
La criniera bianca Palomino, pero’, e’ proprio bella. Peccato per quelle squame che sporgono da dietro le orecchie da cocker: un effetto collaterale che passa in secondo piano, rispetto all’indubbio vantaggio offerto dalla mascella da coccodrillo.
Per il collo da giraffa ci vorra’ molto tempo, ma Eulalia non se ne preoccupa: nel frattempo sara’ occupata a farsi impiantare un bel paio di ali da grifone.
 
 
 
lunedì, 03 settembre 2007

Eulalia e il dinosauro

Eulalia corre.
Il mostro avanza a passi pesanti, inesorabilmente. Nella jungla piu’ verde e piu’ profonda, Eulalia e’ una facile preda, ma non si arrende al fato avverso, ne’ all’evidenza.
Il sauro ha fame e muove la testa di lato, in cerca del pranzo. Rotea gli occhi vitrei in cerca della vittima, ma ancora non la vede: forse non tutto e’ perduto.
 
Eulalia ha il cardiopalmo. Si volta indietro e vede la testa del predatore, le zampe, il corpo affusolato e la lunga coda. Eulalia capisce di non avere scampo: e’ troppo piccola e lenta per sfuggire al proprio destino, eppure continua a correre a perdifiato, su per la collina, in cerca di un riparo che forse non esiste.
 
Il gigante affonda le zampe nel terreno, facendolo tremare: un piccolo terremoto che fa sbilanciare Eulalia. Ed eccola a terra, col cuore pronto a esplodere, consapevole del fatto che a nulla ormai varra’ rialzarsi, perche’ le fauci della bestia sono gia’ sopra di lei.
 
E poi il miracolo: un rumore tra le fronde e il sauro, con uno scatto della testa, per un istante, dimentica Eulalia e i morsi della fame.
 
Un titano senza zampe si muove nella parte piu’ fitta della foresta. E’ una creatura mostruosa, di un colore simile a quello del suolo con cui quasi si confonde: un miracolo di ingegneria naturale, il cui movimento ipnotico attira l’attenzione del predatore.
 
Si muove in modo impressionante: non striscia, come i serpenti, ma si contrae, creando una sorta di onda che parte dal capo e arriva sino alla coda. Poi si distende, in tutta la propria raccapricciante lunghezza, e subito dopo ricomincia da capo, alternando allungamenti e accorciamenti, in una danza priva di grazia.
 
E’ colossale e orribile: Eulalia potrebbe salirgli a cavalcioni, senza essergli di alcun peso; ma in quel corpo cilindrico e smisurato non si distinguono ne’ muso, ne’ occhi che facciano da riferimento; e’ un gigante che potrebbe essere uscito dal peggiore degli incubi.
 
In un istante, il sauro scatta a velocita’ impressionante e azzanna l’avversario in un punto che potrebbe essere sia la gola che il ventre: e’ impossibile stabilire con precisione cosa stia accadendo nel fitto della boscaglia, ma il sauro e ‘ piu’ grande e piu’ forte, ed e’ evidente che la lotta non durera’ a lungo.
 
Eulalia, con le gambe che ancora tremano dallo spavento, si rialza: meglio approfittare dello scontro tra titani per fuggire, non vista, prima che l’inseguimento riprenda.
Cosi’ corre, inerpicandosi tra liane e tronchi schiantati a terra, finche’ le sembra di essere abbastanza lontana da potersi permettere di guardare di nuovo alle proprie spalle.
 
Si volta e vede una cosa strana: gli arbusti si restringono velocemente, e cosi’ gli steli delle piante.
Eulalia guarda sopra di se’, ma dove c’erano tronchi larghi come una casa, ora vede un cielo pallido e sereno. A terra, qualche rametto secco tra l’erba incolta e i fiori selvatici, e nulla piu’.

 
Eulalia non comprende.
Forse e’ il terrore che ancora la paralizza a farla delirare, ma Eulalia e’ quasi certa che il mondo primordiale attorno a lei si restringa a vista d’occhio.
Piu’ in la’, una timida lucertolina tiene in bocca un verme succulento, che si dibatte inutilmente.
Il piccolo rettile guarda Eulalia con aria interrogativa, poi scompare in una crepa del muro poco distante, portando con se’ il proprio pranzo.

Ogni tragedia, in fondo, e’ una questione di prospettiva. 

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