martedì, 06 gennaio 2009

Eulalia e il nuovo anno

Eulalia e' in perenne movimento .

Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.

Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.

 

Eulalia e' viva.

 

venerdì, 18 luglio 2008

Eulalia e la materia dei sogni


Di cosa sono fatti i sogni?


Fiocchi di nuvole rosa che s’alzano oltre l’orizzonte degli eventi, o fauni mostruosi, appostati nel buio a cavallo delle ore notturne?


Bianche falene sospese nel tempo, o raggi di luna spezzati dai pini?





Su questo Eulalia s’interroga, dopo una notte insonne, davanti ad uno specchio vuoto.

Ma per risposta, ode soltanto l'eco sottile della propria voce.



venerdì, 13 giugno 2008

Eulalia e la polvere di stelle

 
 
Oggetto sconosciuto vicino shuttle
 
Lo hanno notato gli astronauti, forse pezzo di ghiaccio
(ANSA) - NEW YORK, 13 GIU - Gli astronauti dello Shuttle hanno notato un oggetto non identificato sulla scia del traghetto spaziale. Indagano ora sulla sua natura. Lo ha annunciato la Nasa.

L'oggetto e' stato avvistato dopo che il Discovery aveva acceso i motori: potrebbe trattarsi di un pezzo di ghiaccio. Gli astronauti hanno notato anche una ammaccatura sulla coda della navetta. Il Discovery ha oggi avviato le procedure per il rientro a terra previsto domani.




 
 
Eulalia plana dolcemente sulla superficie del lago.
Alghe, trote ed anatre mandarine l’accolgono con un applauso: il tempo del ritorno era ormai giunto ed Eulalia e’ rientrata appena in tempo per svolgere il proprio compito.


Con delicatezza, apre il sacco argentato di fronte al pubblico pennuto: una sottile polvere di stelle si libra nell’aria, sollevata da un refolo di vento.
E’ un piccolo, meraviglioso regalo degli spazi siderali: ovunque si posi, l’ impalpabile sostanza porta vita, forza, ed amore.


Eulalia non ha potuto portarne a sufficienza: giusto quanto basta per far felici i daini, le aquile e gli anemoni di mare.
Eulalia ha in programma altri, numerosi viaggi, e spera che gli umani non la intercettino, rovinando tutto.
Loro non sono ancora pronti a ricevere il dono celeste, ma sono piu’ che attrezzati per rovinare la vita agli esseri con cui dividono il pianeta.


Eulalia ha deciso di non pensarci: sparsa l’ultima manciata di polvere, rimette il sacco in spalla e riparte, in direzione dello spazio profondo.
giovedì, 22 maggio 2008

Eulalia e la Stella Pigra

Astronomia: scoperta stella pigra
 
Brilla grazie ad aiuto della sua compagna
ROMA, 20 MAG - Esiste una stella cosi' pigra che non riesce a brillare da sola ma ha bisogno dell'aiuto della sua compagna. L'ha scoperta un gruppo italiano dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. La stella pigra appartiene a un sistema doppio, composto da due pulsar che emettono raggi X. Una delle due pulsar emette raggi X solo grazie all'aiuto della compagna che periodicamente la investe con un intenso flusso di particelle e le fornisce cosi' l'energia necessaria per brillare.
 
 



Eulalia si rigira nel letto.

E’ tardi, ma ancora la voglia d’alzarsi non e’ arrivata, ed Eulalia segue, senza riluttanza, il richiamo del cuscino a nuvola, del lenzuolo perlato e della sottile noia, giunta da tempo ad increspare, come onda leggera, l’oscuro oceano del mal di vivere, che la sua barca solca da settimane.

 
Oggi non e’ giornata di sole, d’erba appena tagliata, di fiori che s’aprono con gioia alla luce: il cielo e’ grigio, come l’anima; la gente che passa per strada fa un rumore stridente di rabbia, miseria e solitudine che Eulalia non vuole piu’ ascoltare.

Eulalia ha bisogno di riposo: sono lontani i momenti in cui col suo fulgore rischiarava il cielo notturno ed incantava gufi, streghe e lupi.


Dimenticati, da tempo, i voli tra le nuvole e gli uomini, lasciate alle spalle le imprese coraggiose e gli abbracci alle altre creature, Eulalia, dalle ali ripiegate, si nasconde sotto le coperte, sperando di ritrovare nei sogni l’ energia perduta: le stessa con cui, nelle notti piu’ fredde, toglieva gli uomini dall’inferno e li riscaldava con la propria luce avvolgente.


E mentre il monitor, nella stanza bianca, mostra con impietosa precisione la linea piatta dell’anima, Eulalia, in bilico tra il tubo dell’ endovena e la sponda del letto, attende un gesto rivelatore da parte della pulsar gemella.

giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
mercoledì, 01 agosto 2007

Eulalia e la luna grassa

 
Eulalia guarda il cielo rosso.

Una luna bianca si gonfia come un globo liscio e luminoso, per poi alzarsi oltre l’orizzonte degli umani. E’ una luna piena, percio’ e’ pesante: poco dopo il decollo, sente gia’ la fatica del volo e si deprime al pensiero di ripiegare verso il basso. Per non precipitare dalla malinconia, si appoggia sulle montagne nere e gentili, che le offrono un sostegno, senza chiedere nulla in cambio.
 
 
La luna, adagiata sul fianco sinistro, puo’ finalmente tirare il fiato e godersi il panorama estivo, mentre nuvole grigio piombo le passano davanti in silenzio, formando disegni arcani.
Eulalia, col naso all’ insu’, guarda ad occhi sgranati, e ogni tanto alza ed agita la mano, pensando di scacciare come mosche le nubi che si sono dispettosamente frapposte tra lei e la candida luce del pallido satellite.
 
Come per incanto le nuvole, obbedendo a un arcano richiamo, si spostano e si rincorrono come bambine, lasciando la luna giocare a nascondino dietro di esse, mentre piu’ in la’ le stelle, stanche di aspettare il loro turno, si spingono l’un l’altra per entrare in scena, ognuna al proprio posto.


La luna ride: salta, rimbalza tra le nuvole come la pallina di un flipper incantato e scarta di lato all’improvviso, obbligando Eulalia ad inseguirla, a fatica, con gli occhi.
Ad un tratto, le torna alla memoria un nome antico: Selene. Sorpresa dal ricordo, non si accorge di una montagna troppo vicina, cosi’ urta contro la cima aguzza, e si punge.
 
La luna, come una mano appoggiata per sbadatezza su una piastra bollente, scatta bruscamente all’indietro, e per lo slancio urta le prime stelle della sera, birilli puntiformi che si dispongono a caso, formando costellazioni inedite.
 
E mentre il Grande Carro dispiega nuove ruote e un timone troppo lungo, Eulalia, ferma in riva al lago, si sorprende di non sentire il freddo della sera.
 
 
mercoledì, 21 marzo 2007

Eulalia e il cielo di Ostara

 
Eulalia guarda in alto: e’ il primo giorno di primavera, e sicuramente, da qualche parte, ci saranno delle rondini che volano in mezzo a spazi azzurri ed infiniti.
Ma Eulalia ha una brutta sorpresa: sopra di lei, c’e’ solo una distesa grigia.
Un mare all’ incontrario, fitto e impenetrabile, che guarda il mondo dall’alto in basso, senza affetto.

Eulalia non riesce a distinguere nulla sopra la propria testa; nessuna nuvola di bianco e soffice cotone, ne’ farfalle a pois posate sui rami o cardellini che tornano al nido.
E’ un cielo cittadino; fa freddo e nessuno, al di fuori di Eulalia, sembra turbato piu’ di tanto dalla mancanza del blu, ne’ del fatto di doversi aspettare, con tutta probabilita’, una serata priva di stelle.

Eulalia, malgrado la giacca pesante, e’ scossa dai brividi.  
Del resto, nemmeno le margheritine bianche e le loro sorelle dai petali spruzzati di rosso, che non si sono arrese all’asfalto pronto a inghiottirle come un mostro feroce, sembrano molto allegre.


Se questa e’ la festa del rinnovamento, Eulalia si chiede come siano gli altri giorni, quelli che non hanno un nome preciso, un santo famoso o una festa pagana a dar loro una parvenza di importanza.
Un fiore nero sboccia nel cuore di Eulalia: felice Ostara.
postato da: soffiodimaggio alle ore 16:59 | link | commenti (37)
categorie: pensieri, luce, colori, giardini, ostara
venerdì, 02 febbraio 2007

Eulalia e le candele.

 
Imbolc puo' essere una festa, o poco piu' di una parola oscura.
Il senso della festa sta in chi riesce a vedere oltre al giorno sul calendario.
Imbolc racchiude luce, vita, speranza.

Eulalia vuole accendere candele, apparecchiare una tavola candida e leggere i Tarocchi.
Eulalia ha bisogno di tutto questo, di sapere che il giorno sta prendendo la rivincita sulla notte, di vedere il ghiaccio sciogliersi sui rami e lasciare il posto alla rugiada.


 
Eulalia, ieri, ha visto cose terribili: una motocicletta rovesciata, un autobus fermo e un uomo anziano, adagiato sul fianco, steso sulle strisce pedonali.
Ha visto i capelli bianchi, appena mossi dal vento, e si e’ fermata a guardarli ondeggiare.
Cosi’ Eulalia non ha visto il corpo da bambola rotta, e nemmeno il sangue sul selciato. Sono cose che Eulalia non vuole sapere: le basta immaginare.
Non ha guardato l’ambulanza, ne’ il ragazzo con il giubbotto color solferino, che e' sceso di corsa, ma poi si e' fermato ad osservare con un senso di impotenza.
Eulalia, mentre la sirena suonava inutilmente, ha continuato a vedere il ciuffo di capelli bianchi che fluttuava nell'aria e invitava alla pace dell’anima.

Gli occhi di Eulalia, per tutto il giorno, non hanno fatto che rivedere quei capelli al vento, appena sfiorati dal rivolo di sangue, pero' Eulalia non e' stata capace di versare una lacrima.
Eulalia ha provato tenerezza e pena, ma non dolore, nemmeno quando ha pensato alle persone che non ci sono piu’, e al vuoto che ci sarebbe stato nella casa del signore anziano disteso nel fiume grigio di asfalto.
Eulalia ha visto i capelli sottili sollevarsi tra la nebbia del mattino, e ha pensato alla poesia.
 
Oggi Eulalia ha bisogno di accendere luci, sedersi a una tavola apparecchiata e pensare a un futuro di calore, vita e allegria.
Felice Imbolc, Eulalia.
 
postato da: soffiodimaggio alle ore 08:46 | link | commenti (6)
categorie: luce, candele, imbolc

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