giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
mercoledì, 19 dicembre 2007

Eulalia e i Delfini

Delfini: intelligenti e romantici
Corteggiano l'amata offrendole un mazzo di alghe

LONDRA, 6 DIC - Che i delfini fossero animali intelligenti si sapeva; ora grazie ad una ricerca britannica si scopre che sono anche romantici. Corteggiano l'amata regalandole un mazzo di alghe. Gli esperti hanno analizzato per 3 anni 6 mila gruppi di animali che attraversavano una foresta pluviale brasiliana.
In 221 gruppi vi era un maschio che trasportava in bocca alghe, ramoscelli o grumi d' argilla per persuadere la femmina all'accoppiamento.I delfini romantici erano piu' aggressivi degli altri.
 
 
ANCHE I DELFINI PARLANO E HANNO UN LINGUAGGIO
 
LONDRA – 19 DIC - I delfini sono in grado di parlare e hanno un proprio linguaggio. Lo sostiene l'esperta Liz Hawkins del 'Centro di ricerca delle balene' in Australia, che ha identificato 200 suoni diversi emessi dai mammiferi. Dal momento che i fischi con cui si esprimono sono collegati ad alcuni comportamenti, gli scienziati si sono fatti un'idea di quello che potrebbero dire.

 La Hawkins ha passato tre anni a studiare gli animali d'acqua, registrando 1.647 suoni provenienti da 51 coppie di delfini. I suoni sono stati raggruppati in 186 categorie, a seconda della frequenza con cui iniziavano e con cui finivano e della durata. Di questi, 20 erano molto comuni.

"Si tratta di una comunicazione molto complessa - ha spiegato Liz Hawkins alla rivista britannica 'New scientist' - e contestuale, quindi si può definire lingua". La ricercatrice ha classificato i suoni in cinque gruppi e ha scoperto che per ogni tipo di suono corrisponde un atteggiamento. Ad esempio quando le coppie viaggiano, usano un suono matematico, emesso in maniera simmetrica, cosa che invece non fanno quando si riposano o mangiano. Inoltre la Hawkins ha individuato un fischio che i delfini usano quando cavalcano le onde, riconducibile probabilmente ad un'espressione di euforia, come quelle dei bambini.

 "E' troppo presto - ha detto la ricercatrice - per capire se si dicono cose del tipo: 'dai sbrigati' oppure 'c'é del cibo li", ma è possibile che funzioni più o meno così. La loro comunicazione è molto più difficile di quello che credessimo". 


 
Eulalia corre, salta, vola. Va di fretta, rimbalzando come la pallina di un flipper tra mura di residenze storiche, angoli di quartieri alla moda, case di periferia. Rotola in salita, verso gli abitanti delle montagne, e poi scende, fino alla gente di mare.

A tutti, grandi e piccini, porta un mazzetto di alghe: lo porge con un sorriso, incurante degli sguardi increduli e perplessi, e poi riparte, alla volta di una metropoli o di una frazione di collina. Eulalia viaggia ai Poli e attraversa le fasce tropicali, rimbalza sulla linea dell’equatore e si spinge sopra ai crateri e sulle isole oceaniche.

E’ a buon punto: tra non molto avra’ terminato le consegne, e finalmente potra’ ripartire per lo spazio profondo, sperando che gli esseri umani comprendano il messaggio. Non e’ facile: per quanto chiaramente parli, Eulalia ha la netta sensazione che gli umani proprio non capiscano, eppure non demorde; prima o poi, qualche bipede avra’ un guizzo inaspettato dì’intelligenza, e tutto apparira’ in tutta la sua disarmante chiarezza.

 
Nel frattempo, volando verso Andromeda, Eulalia salutera’ la Terra con un cenno della mano,  sognando di tornare presto, e ritrovare una umanita’ migliore.

"So Long, and Thanks for All the Fish."
giovedì, 06 dicembre 2007

Eulalia e la polvere bianca

DOCU-FILM SULLA COCAINA, "UNA SFIDA FORTE"

ROMA - Un docu-film come Cocaina "rappresenta per la rete una sfida forte, un modo di fare tv moderno e contemporaneo per raccontare la realtà". L'ha detto Paolo Ruffini, direttore di Raitre, al termine della proiezione in anteprima alla casa del Cinema, ieri sera, del documentario shock di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, in onda domenica prossima sulla terza rete Rai alle 21:30.

Ruffini, per rispondere alle polemiche già nate sul film (Maurizio Gasparri di An ha chiesto la sospensione degli spot che lo pubblicizzano), parla della qualità e del valore sociale della pellicola: "Mostra cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma di cui non ci accorgiamo - spiega - per farle conoscere, c'è uno sforzo forte di linguaggi, che i due autori porteranno anche nei prossimi cinque film che stanno realizzando per la rete. Tra gennaio e febbraio dovrebbero andare in onda quelli dedicati ai temi della sicurezza (dall'emergenza rumeni ai pericoli in città, ndr) e della violenza sulle donne, mentre all'inizio dell'estate ne trasmetteremo altri due, fra cui probabilmente uno sulla guerra in Iraq". Per Mauro Parissone l'obiettivo più importante raggiunto dal film "è aver rovesciato l'immagine della Milano da bere degli anni '80, quella dei ricchi, famosi e potenti, fra cui la cocaina scorreva sotterraneamente.

Da allora al nord, la cocaina da droga del potere è diventata la droga per tutti. E' usata per divertirsi, ma anche da chi lavora, come operai, commesse, camionisti, manovali cottimisti, per lavorare di più". Il film, realizzato in due mesi nel capoluogo lombardo e nella provincia di Brescia, alterna la cronaca delle lunghissime notti di lavoro dell'ispettore Angelo Langè della squadra mobile di Milano, che in borghese con i suoi uomini va a caccia dei tantissimi spacciatori che vendono in città alle testimonianze di tre operai che si fanno di 'bamba' soprattutto per lavorare senza farsi fermare dalla stanchezza.

 "L'input per indagare in questo senso - dice Burchielli - c'è venuto da un articolo di Paolo Berizzi su Repubblica. Chi usa la cocaina ne parla senza problemi ma c'è voluto più tempo per trovare tre operai che accettassero di drogarsi davanti alla telecamera. Abbiamo dovuto conquistare la loro fiducia". A proposito del vero eroe buono del documentario, l'Ispettore Langè, efficientissimo e ironico, capace sempre di stabilire sempre un contatto umano con gli arrestati e soprattutto con i clienti fermati nelle operazioni (dallo studente di legge all'industriale che a comprare la droga ci va con il figlio di pochi anni) Parissone e Burchielli dicono che "non è un'eccezione. Nella Polizia di Napoli abbiamo incontrato professionisti ugualmente bravi. Oggi i poliziotti sono cambiati, svolgono più compiti insieme".

I due autori spiegano di essere rimasti colpiti soprattutto dai volumi di polvere bianca "praticamente infiniti" che circolano: "A Milano, secondo i dati dell'istituto Mario Negri ogni giorno si consumano 120000 dosi che diventano 240000 nel weekend". Per Parissone "chi usa la cocaina non vuole allontanarsi dalla società. Vuole emulare i personaggi reputati 'fighi'. L'immagine di vita che ne esce è di estrema durezza e tristezza".

Oggi Eulalia non puo' salvare il mondo:  e' stanca, e non volendo sniffare strane polveri colorate per aumentare il proprio rendimento, ha deciso di riposare per qualche giorno.

Eulalia non si e' mai drogata, percio' non puo' parlare del fenomeno con cognizione di causa, e non essendo ancora andato in onda il film, non puo' nemmeno avere informazioni dettagliate sull' argomento, ma si chiede se tutto questo fenomeno di intossicazione collettiva sia normale.

Si chiede anche cosa ne pensino i lettori del Blog, che sono attenti spettatori del mondo e delle cose. Qualcuno spieghi a Eulalia cosa sta succedendo, per favore.

Intanto Eulalia andra' a fare una passeggiata in giardino, sniffando orchidee, rose e glicini, e giocando tra polveri e coriandoli di ogni forma e colore, in compagnia delle altre fate. 

 

giovedì, 22 novembre 2007

Eulalia e il re dei topi

Solitudine abbassa difese da stress - Ricerca di due italiani negli Usa

ROMA, 13 NOV - La solitudine e' un attacco alle nostre difese naturali anti-stress e potrebbe essere l'origine di disturbi come ansia e aggressivita'. Lo hanno scoperto gli italiani Erminio Costa e Alessandro Guidotti con una ricerca presso l'Universita' dell'Illinois a Chicago, pubblicata sulla rivista PNAS: nei topi l'isolamento sociale impedisce la produzione dell'ormone anti-stress allopregnanolone.
Cosi' disturbi quali ansia e aggressivita' potrebbero essere ricondotti a quest'alterazione.

Eulalia sbuffa: ha in corso un difficile rinnovo contrattuale,  e’ ancora impegnata nella costruzione delle centrali di raffinazione dell’ ossitocitina, ed ecco che all’ improvviso  le arriva una ordinazione per un massiccio quantitativo di allopregnanolone.
 
Il re dei topi e’ stanco di sentirsi solo: non vuole passare le giornate a  fare lunghi discorsi alle croste di formaggio, ne’  a correre per ore nel solaio, in cerca di una compagna che esiste solo nella sua fantasia.
Da bravo sovrano, pensa anche al benessere dei sudditi piu’ sfortunati, ed e’ per questo che chiede  ad Eulalia di preparare quantita’ industriali di una sostanza in grado di risolvere i problemi delle tante anime, solitarie come la sua, che vivono senza nessuno al loro fianco.

 
Eulalia non  ha cuore di rifiutare l’incarico, cosi’ si mette a studiare nuove formule per creare la molecola perfetta. Passa notti insonni a ipotizzare, progettare e sperimentare, e finalmente riesce nell’intento: due sole gocce sotto la lingua, e i roditori saranno felici, dimenticando ansia ed aggressivita’.


 

Dopo la cura, i topi danzeranno in tutu’ rosa, tra cantine e solai, senza darsi pena per veleni, gatti e trappole. E ballando sulle note dello Schiaccianoci, faranno amicizia con i loro simili, organizzeranno feste piene di formaggio e porteranno i fiori a qualcuno di speciale, finche’ una sera, osservando un tramonto troppo rosso per i loro occhi, si abbracceranno e capiranno di non essere piu’ soli.

Da quel giorno, nessuno potra’ piu’ convincerli ad entrare in una gabbia. I  topi, intelligenti e sensibili, non rinunceranno per nessun motivo a stare con i propri simili: Eulalia e’ convinta che la vittoria finale sulla solitudine sia assolutamente alla loro portata. 
 
Sono gli uomini, quelli che la preoccupano.
mercoledì, 14 novembre 2007

Eulalia e la scimmietta

Scimmie scioperano se "pagate" poco
Rifiutano di lavorare se i loro vicini sono premiati di piu'
 
ROMA, 13 NOV - Secondo uno studio anche le scimmie scioperano rifiutando di lavorare se vedono che i vicini di gabbia sono premiati piu' di loro.
In Usa scienziati hanno fatto un esperimento su tredici scimmie cappuccine, che dovevano dare un gettone in cambio di una ricompensa come un pezzetto di cetriolo o un piu' apprezzato chicco d'uva.

Le scimmie eseguivano l'ordine solo se la ricompensa era uguale per tutte. Se veniva dato il premio piu' gradito solo ad alcune, le altre smettevano il lavoro.

 
Eulalia e’ in sciopero.

Ha scoperto che i suoi colleghi supereroi ricevono premi, onori e tutine multicolori da indossare in ogni occasione: perfino mentre salvano il mondo.


Eulalia vuole un vestito arcobaleno, una bacchetta magica con la stellina e una vernice brillante con cui ridipingere l’astronave.
 
venerdì, 09 novembre 2007

Eulalia e l'ossitocitina

ROMA, 7 NOV - Avarizia si puo' curare con ormone
Dimostrato l'aumento della generosita' grazie all'ossitocina
Il neuroscienziato Paul Zak ha scoperto l'"ormone della generosita": l'iniezione della molecola ossitocina rende piu' generosi. Nel 2005 Zak pubblicava su Nature la scoperta che l'ossitocina e' l'ormone che infonde fiducia nel prossimo, com'era d'aspettarsi visto il forte ruolo dell'ormone nel regolare l'attaccamento madre-figlio. L'esperto poi si e' concentrato sull'effetto rispetto al denaro e ha notato che i volontari diventavano molto piu' generosi offrendo l'80% di denaro.
 
Eulalia e’ soddisfatta. Ha armeggiato con alambicchi e provette per settimane, e finalmente ci e’ riuscita: agita il contenitore in cui ha appena versato un estratto color ciclamino, e poi agita.
Un minuto dopo, un liquido rosa confetto fa bella mostra di sé in un’ampolla di vetro.
 
Nel grande magazzino c’e’ troppa gente: si avvicina il Natale e chi ha potuto approfittare del sabato libero per anticipare l’acquisto dei regali, ora si accalca alla cassa, carico di guanti di lana a righe rosse e blu, profumi, cravatte di dubbio gusto, pupazzi dagli occhi troppo grandi e orologi di plastica colorata.

Eulalia, grande come un topolino, si arrampica, non vista, fin sopra a uno scaffale pieno di telefonini e da li’ prepara gli agguati: ha riempito uno spruzzatore con cui annaffia di ossitocitina rosa tutti quelli che le capitano a tiro, sparendo dietro a una colonna non appena riesce a mettere a segno un colpo.
 
Il primo a cadere e’ un bambino viziato: due minuti dopo lo spruzzo, rinuncia al sessantesimo gioco per la playstation e regala il proprio game-boy al fratellino con cui aveva litigato fino a un minuto prima.
Poi e’ la volta di una donna elegante, che lascia a meta’ lo shopping per correre a far compagnia alla vecchia zia della cui esistenza si era quasi dimenticata.
 
Il manager brizzolato, una volta rientrato nel proprio attico, impiega il resto del fine settimana studiando il modo di assegnare un aumento di stipendio a tutti suoi sottoposti, rinunciando alla stock option milionaria con cui e’ abituato ad auto-gratificarsi ogni fine anno.

Un avaro decide di fare una ingente donazione a un ente di beneficenza; due teppisti, tornando a casa, lasciano il posto sull’autobus alle persone anziane e la studentessa universitaria con la giacca firmata si impegna a rinunciare all’ aperitivo quasi giornaliero nel locale trendy per fare volontariato tra i disabili.
 
Arriva l’ora di chiusura: Eulalia da’ un’ultima spruzzata a uno strozzino, che si ravvede all’istante, poi esce di soppiatto.


 
Soddisfatta del risultato dell’ esperimento, Eulalia torna nel laboratorio e si mette all’opera per produrre litri, ettolitri, oceani interi di liquido rosa: prossimamente lo mettera’ negli impianti di aerazione degli aeroporti, nei tunnel delle metropolitane, nei parlamenti, negli stadi, nei treni, nelle scuole, e poi in fabbriche, uffici, tribunali, prigioni, case, ospedali e citta’.
 
Ci sara’ liquido rosa su politici, amministratori delegati, criminali, poliziotti, madri iper-protettive, figlie ambiziose, mariti possessivi ed uomini fedifraghi.
Fiumi rosa scorreranno su ricchi e meno ricchi, su individui egoisti, pigri, gretti, meschini ed egocentrici.
 
Piu’ avanti, Eulalia  costruira’ enormi aerei cisterna, in grado di spargere l’elisir di ossitocitina su tutto il mondo, conosciuto e non.
E se non bastera’, lo fara’ un’altra volta, e una volta ancora, finche’ sara’ necessario.

Perche’ il mondo ha davvero bisogno di un liquido rosa.
mercoledì, 26 settembre 2007

Eulalia e la proboscide

PECHINO - Le donne cinesi vogliono apparire più occidentali. E' il risultato di un sondaggio condotto dall'Horizon Research Consultancy Group di Pechino. L'indagine ha preso in considerazione 1.600 persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni, provenienti dalle città di Shanghai, Tianjin e Shenzhen.
Secondo il test circa il 33% delle donne vogliono migliorare i contorni del viso: le operazioni chirurgiche alle palpebre risultano al secondo posto per popolarità, con il 29%. Il viso troppo ovale e schiacciato e le doppie palpebre sono gli interventi di correzione più gettonati.


 
 
Eulalia si guarda allo specchio.
La proboscide che le hanno applicato un’ora fa le sta proprio bene.
Osserva soddisfatta le pieghe sinuose del nuovo naso, che si armonizzano con le eleganti striature zebrate delle sopracciglia e le macchie leopardate del collo.
Gli occhi ancora non sono perfetti: il chirurgo dice che bisogna attendere almeno una settimana, perche’ le cornee di falco non sono ancora arrivate, e d’altro canto, i globi oculari da gatto si devono ancora assestare.
La criniera bianca Palomino, pero’, e’ proprio bella. Peccato per quelle squame che sporgono da dietro le orecchie da cocker: un effetto collaterale che passa in secondo piano, rispetto all’indubbio vantaggio offerto dalla mascella da coccodrillo.
Per il collo da giraffa ci vorra’ molto tempo, ma Eulalia non se ne preoccupa: nel frattempo sara’ occupata a farsi impiantare un bel paio di ali da grifone.
 
 
 
lunedì, 18 giugno 2007

Eulalia e la bambina nel bosco

 ROMA, 16 GIU - Una bimba di 5 anni svanita due giorni fa in una foresta dell'Illinois insieme al nonno e' giunta da sola all'accampamento dei soccorsi . Dopo il ritrovamento del cadavere del nonno, annegato nel fiume Kankakee, le speranze di trovare ancora in vita la piccola Hannah Klamecki erano quasi svanite. La bimba era scalza e praticamente nuda. Aveva le gambe martoriate dall'ortica e il volto graffiato dai rovi. Ma per il resto e' stata trovata in buone condizioni fisiche.

Uno dei libri che Eulalia ha letto, qualche tempo fa, e’ “La bambina che amava Tom Gordon” di Stephen King.
Eulalia non ama il genere horror, percio’, quelli che sono considerati i capolavori del genio di Portland le sono del tutto sconosciuti.

Eulalia ha visto qualche film tratto da lavori di King, come “Duel” e “Stand by me”, e li ha trovati interessanti, ma non ha mai voluto oltrepassare quella immaginaria linea di sicurezza che la separa dalla produzione letteraria dell’autore, perche’ le tematiche e lo stile narrativo di King la mettono a disagio.
Eulalia rabbrividisce al solo pensiero di entrare in un mondo fatto di psicotici, pazzi sanguinari e atmosfere malate, seppure di carta e inchiostro.
 
Cosi’, quando un amico le ha consigliato di leggere il libro, Eulalia ha acconsentito solo previa rassicurazione sul fatto che il romanzo non fosse pieno di contenuti eccessivamente violenti.
A voler ben vedere, non le e’ stata detta la verita’, perche’ il libro contiene piu’ di un elemento che e’ difficile non considerare raccapricciante, comunque Eulalia e’ contenta di aver superato un proprio limite, arrivando sana e salva all’ ultima pagina.
 
Non conoscendo altro della produzione di Stephen King, Eulalia non sa dire se il libro sia uno dei migliori dell’autore, piuttosto che no, ma deve riconoscere a King alcuni meriti, tra cui quello non indifferente di portare avanti quella che in fondo e’ una  non-storia in modo mirabile: le descrizioni, rese con cura quasi maniacale, riescono a trascinare il lettore dentro la situazione, nei personaggi e nella mente, se non nell'anima, della piccola, grande protagonista.



Il romanzo pur non rientrando nel novero dei libri preferiti da Eulalia,  merita una lettura, soprattutto per il senso di abbandono alla deriva ed impotenza dell’ essere umano, che non scompare nemmeno dopo il (falsamente) rassicurante lieto fine.

Il passaggio all’eta’ adulta non puo’ essere indolore.


"The world had teeth and it could bite you with them anytime it wanted. Trisha McFarland discovered this when she was nine years old."

Su gentile richiesta di  Immortal Bard  (un piccolo anello della catena: ne seguiranno altri).

mercoledì, 13 giugno 2007

Eulalia e il pedofilo

SANGUINA VERDE, COME MR.SPOCK DI STAR TREK
LONDRA - Un uomo, come accadeva all'extraterrestre vulcaniano Mr. Spock in Star Trek, ha sanguinato verde: è accaduto in Canada, secondo quanto riferisce la rivista The Lancet. Il 42enne, hanno riferito i chirurghi che lo operavano, perdeva sangue che invece del tradizionale colore rosso scuro era nero-verdastro. Tuttavia, non si trattava di un improbabile alieno, ma semplicemente di una persona che soffre di emicrania, e il colore era dato dalle medicine che prende per curarsi. L'operazione al St. Paul's Hospital di Vancouver, per risolvere un problema circolatorio alla gamba, è in ogni caso andata a buon fine dopo cinque settimane il suo sangue è tornato al colore normale, finito l'effetto del farmaco. Il paziente aveva preso forti dosi giornaliere di un medicinale a base di sumatriptan, scrive The Lancet, pari a 200 milligrammi. Ciò ha causato una rara condizione sanguigna detta sulfemoglobinemia, quando lo zolfo viene incorporato nell'emoglobina, la molecola che trasporta l'ossigeno nei globuli rossi. In Star Trek, Spock aveva il sangue verde perché il sangue degli abitanti del pianeta Vulcano contiene come ossidante il rame e non il ferro, come accade negli esseri umani. 

 
Eulalia legge, sorridendo.
Possibile che gli umani non si accorgano di nulla?
Hanno tra loro degli alieni, e non li riconoscono.
 
Ma d’altro canto, gli umani coltivano mostri, come ravanelli, nell’ orto di casa. Tengono scheletri fuori dagli armadi, ritagliano autoritratti deformi per somigliare a qualcuno diverso da loro.
 
Gli alieni sono esseri pacifici, nella maggior parte dei casi; gli umani no: non riconoscono i mostri, nemmeno quando abitano a pochi metri da loro.

 
Di fronte a certe cose, i terrestri si meravigliano, si indignano, si sorprendono. Finche’ si tratta di stigmatizzare le devianze gia' note, condannando gli uomini marci dentro e brutti anche fuori, e’ tutto semplice.
 
Ma quando e’ il momento di togliere il velo da cio’ che si trova vicino a loro, gli umani, come le scimmiette, sono ciechi, sordi e muti.
 
E’ comprensibile che nessuno voglia veramente sapere quanto possano essere orrendi i propri simili, ma Eulalia si chiede come possa una moglie non riconoscere nel marito l’orco che violenta i suoi bambini, e in quale modo uomini irreprensibili riescano ad uscire a cena e scherzare con un collega che, tolte giacca e cravatta, va in deliquio contemplando morbosamente iconografie di cui una persona che comprenda il comune senso della vita non dovrebbe nemmeno ipotizzare l’esistenza.
 
Eppure accade: gli umani vivono ignari tra i mostri, e i mostri si mimetizzano, giorno per giorno, finche’ non e’ piu’ possibile riconoscerli, in una folla di gente formalmente civile.
 
Ed e’ questo a spaventare Eulalia: la disarmante facciata della normalita’ quotidiana, dietro la quale, tra persone che non si fanno domande e non hanno mai dubbi, si celano padri di famiglia, zii, maestri, medici, madri compiacenti e viscidi lenoni che vanno alla festa di compleanno del nipotino, per poi trasformarlo in carne da macello.
 
Quante persone, tra quelle che Eulalia conosce, coltivano inconfessabili fantasie, e magari le mettono in pratica? Eulalia non ne ha idea, ma sa di non poter affrontare pensieri di questa portata.
Non si puo’ vivere nella cultura del sospetto, riscrivendo una versione globalizzata e postmoderna di un’ inquisizione anacronistica: Eulalia non vuole vivere chiedendosi se il vicino di casa o di notte non esca come un topo dalla fogna, per comprarsi una dose di sesso deforme. E’ brutto pensare che un conoscente possa spacciare caramelle avvelenate al parco.
 
Percio’, se proprio non e’ costretta a farlo, Eulalia evita di seguire il filo di un dubbio atroce: a volte, l’unico modo per sfuggire a un pensiero doloroso e’ chiuderlo in un cassetto e gettare la chiave. Ma sentendo parlare di “giornata dell’orgoglio pedofilo”, Eulalia ritiene sia giunta l’ora di riprendere la chiave, e togliere il sigillo al vaso di Pandora.
 
Eulalia non sopporta che questo tumore della societa’ venga chiamato “pedofilia”.
E’ un termine di una dolcezza stravagante e bugiarda, che a dispetto del significato letterale, porta con se’ il seme della molestia: violenza fisica e psicologica che nulla ha a che vedere con l’ amore per i bambini.
 
Anche le parole sono importanti.
 
Eulalia piange per i figli degli umani. Una specie che infierisce sui propri cuccioli non va lontano. Mai.
 
 
Per chi volesse ulteriori informazioni sull'argomento, due Blog di amici che si sono occupati del tema:
 
 
 
 

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