venerdì, 30 maggio 2008

Eulalia e il supermercato dell' anima

Una prugna secca appassisce, come stanco e oscuro fiore, in un barattolo sullo scaffale.
Tra le corsie del supermercato, ormai vicino all’ ora di chiusura, risuona una musica insipida, che nessuno ascolta.

Nel banco frigo, le carote invendute parlano con le zucchine del tempo, della famiglia, e della prossima vacanza, mentre un cespo d’insalata si suicida per noia, lanciandosi nel sacco nero.
Il riso thailandese racconta i propri viaggi, le amicizie esotiche, la miseria dei campi; intanto le ali di pollo si lamentano della separazione dal resto del corpo: mal comune nel reparto macelleria.

Frattaglie sparse cantano in coro la canzone della vaschetta di polietilene: ogni salsiccia la conosce a memoria, e le braciole intonano, a turno, splendidi assoli in falsetto.
 
E’ bello vedere la panna liquida ondeggiare voluttuosa nel tetrapak: sembra una ballerina col tutu’ bianco, e i frollini fanno la fila per un giro di valzer con lei.
Panini, pagnotte e grissini fanno la corsa nei sacchi, e i salumi improvvisano un albero della cuccagna pieno di mortadelle, prosciutti e insaccati gustosi.

Liquori e bevande gassate brindano tra loro, e il pecorino sardo canta una nenia piena di malinconia.
La nostalgia attanaglia anche le caciotte toscane e il parmigiano, che vorrebbero tornare a casa.

Eulalia, in ritardo sulla tabella di marcia, compra dei ravanelli particolarmente allegri e si fa contagiare dal buonumore delle focaccine.

Paga il conto, esce, e non si avvede di un pacchetto di patatine che piange, da solo, in un angolo.
martedì, 01 aprile 2008

Eulalia e l' elefante II

lunedì, 03 marzo 2008

Eulalia e il Gambero

Australia: gamberi non dimenticano
Dopo sconfitta maschi cercano rivincita

SYDNEY, 29 FEB - Il litigioso gambero di fiume australiano detto yabby (Cherax destructor) non si rassegna quando perde e cerca sempre la rivincita.Yabby, noto per gli strenui combattimenti fra i maschi della specie, non dimentica la 'faccia' di chi lo ha battuto.
Lo hanno scoperto gli zoologi dell'universita' di Melbourne, che per due anni hanno studiato 100 coppie di gamberi. La ricerca dimostra che i gamberi ricordano e riconoscono le fattezze degli altri individui,specie dei rivali.

 
 

Eulalia apre il diario.
Per anni interi ha annotato, con cura meticolosa, tutti gli sgarbi, le scorrettezze, le promesse mai mantenute, le menzogne e i tradimenti.

Una data, poche righe per non dimenticare, ed ecco che scorrono dinanzi ai suoi occhi spalancati  le didascalie che accompagnano centinaia di fotografie, ritratti e identikit.
 
Eulalia indossa il mantello della Nemesi, pronta a spiccare il volo.
Tremino, dunque, gli esseri indegni: gli ipocriti, i malfattori, i superbi, i vili , i bugiardi.

Eulalia, figlia della Notte e dell’Erebo, spiega le ali, ed e’ gia’ sopra di loro.
giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
mercoledì, 19 dicembre 2007

Eulalia e i Delfini

Delfini: intelligenti e romantici
Corteggiano l'amata offrendole un mazzo di alghe

LONDRA, 6 DIC - Che i delfini fossero animali intelligenti si sapeva; ora grazie ad una ricerca britannica si scopre che sono anche romantici. Corteggiano l'amata regalandole un mazzo di alghe. Gli esperti hanno analizzato per 3 anni 6 mila gruppi di animali che attraversavano una foresta pluviale brasiliana.
In 221 gruppi vi era un maschio che trasportava in bocca alghe, ramoscelli o grumi d' argilla per persuadere la femmina all'accoppiamento.I delfini romantici erano piu' aggressivi degli altri.
 
 
ANCHE I DELFINI PARLANO E HANNO UN LINGUAGGIO
 
LONDRA – 19 DIC - I delfini sono in grado di parlare e hanno un proprio linguaggio. Lo sostiene l'esperta Liz Hawkins del 'Centro di ricerca delle balene' in Australia, che ha identificato 200 suoni diversi emessi dai mammiferi. Dal momento che i fischi con cui si esprimono sono collegati ad alcuni comportamenti, gli scienziati si sono fatti un'idea di quello che potrebbero dire.

 La Hawkins ha passato tre anni a studiare gli animali d'acqua, registrando 1.647 suoni provenienti da 51 coppie di delfini. I suoni sono stati raggruppati in 186 categorie, a seconda della frequenza con cui iniziavano e con cui finivano e della durata. Di questi, 20 erano molto comuni.

"Si tratta di una comunicazione molto complessa - ha spiegato Liz Hawkins alla rivista britannica 'New scientist' - e contestuale, quindi si può definire lingua". La ricercatrice ha classificato i suoni in cinque gruppi e ha scoperto che per ogni tipo di suono corrisponde un atteggiamento. Ad esempio quando le coppie viaggiano, usano un suono matematico, emesso in maniera simmetrica, cosa che invece non fanno quando si riposano o mangiano. Inoltre la Hawkins ha individuato un fischio che i delfini usano quando cavalcano le onde, riconducibile probabilmente ad un'espressione di euforia, come quelle dei bambini.

 "E' troppo presto - ha detto la ricercatrice - per capire se si dicono cose del tipo: 'dai sbrigati' oppure 'c'é del cibo li", ma è possibile che funzioni più o meno così. La loro comunicazione è molto più difficile di quello che credessimo". 


 
Eulalia corre, salta, vola. Va di fretta, rimbalzando come la pallina di un flipper tra mura di residenze storiche, angoli di quartieri alla moda, case di periferia. Rotola in salita, verso gli abitanti delle montagne, e poi scende, fino alla gente di mare.

A tutti, grandi e piccini, porta un mazzetto di alghe: lo porge con un sorriso, incurante degli sguardi increduli e perplessi, e poi riparte, alla volta di una metropoli o di una frazione di collina. Eulalia viaggia ai Poli e attraversa le fasce tropicali, rimbalza sulla linea dell’equatore e si spinge sopra ai crateri e sulle isole oceaniche.

E’ a buon punto: tra non molto avra’ terminato le consegne, e finalmente potra’ ripartire per lo spazio profondo, sperando che gli esseri umani comprendano il messaggio. Non e’ facile: per quanto chiaramente parli, Eulalia ha la netta sensazione che gli umani proprio non capiscano, eppure non demorde; prima o poi, qualche bipede avra’ un guizzo inaspettato dì’intelligenza, e tutto apparira’ in tutta la sua disarmante chiarezza.

 
Nel frattempo, volando verso Andromeda, Eulalia salutera’ la Terra con un cenno della mano,  sognando di tornare presto, e ritrovare una umanita’ migliore.

"So Long, and Thanks for All the Fish."
giovedì, 13 dicembre 2007

Eulalia e l' eterna giovinezza

Piu' vicino l'elisir di giovinezza
Almeno per i topi. Scoperta viene da ricercatori californiani

LONDRA - L'elisir di giovinezza sembra ormai a portata di mano, almeno per i topi. Basta manipolare un gene bloccandone certe funzioni. La pelle torna fresca, morbida, piu' spessa, senza grinze. La scoperta, pubblicata sulla rivista 'Genes and Development', viene da ricercatori californiani. Molte, pero', le incognite secondo gli scienziati: l'intervento sul gene NF-kappa-B, che controlla l'attivita' di altri geni, e' una scoperta molto preliminare, da verificare se vale anche per l'uomo.
 
Usa: creato topo immune da cancro
Scoperta dell'Universita' del Kentucky

WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio del Kentucky un topo che non puo' ammalarsi di cancro. I suoi geni non glielo consentono. La scoperta - realizzata dai ricercatori dell'Universita' del Kentucky e pubblicata oggi sul journal Cancer Research - apre scenari importanti perche' potrebbe portare a trattamenti anti-cancro sugli esseri umani capaci di evitare al paziente gli effetti collaterali che oggi accompagnano molte terapie. Il topo e' dotato di un gene chiamato Par-4.

 

I topi ridono.
Gli umani credono di aver scoperto cose sensazionali. Non sanno, poveretti, che i topi sono sempre stati immuni da malattie, morte e vecchiaia.

Hanno finto per secoli, per non umiliare gli stolti bipedi che si credono dominatori del mondo, convinti, nella loro limitatezza, di essere la miglior forma di vita possibile non solo sul loro pianeta, ma nell’intero Universo.
Ancora oggi i topi, ogni tanto, fingono di morire avvelenati da un’ esca o catturati da una rudimentale trappola col formaggio: cosi’, tanto per consolare gli uomini, che si credono longevi e non sanno che e’ la loro vita, invece, ad andarsene in un soffio.
 
I topi sono eterni: se bruciati vivi, presto risorgono; se fatti a pezzi, si ricompongono in un altro luogo per poi tornare indietro e farsi vedere da qualche persona mentre rovistano tra i rifiuti o a corrono inutilmente sulla rotellina di una gabbietta.
Lo fanno per compiacere gli esseri umani, per distrarli dalla miseria della loro esistenza limitata e dar loro l’ illusione di avere una vita piu’ intelligente e sensata di quella degli altri abitanti della Terra.
 
I topi sono terrorizzati al solo pensiero che gli umani possano, un giorno, scoprire la verita’: deboli ed instabili come sono, non riuscirebbero a sopravvivere, una volta caduto il velo.
Per questo, continuano a recitare la loro parte, insieme agli altri animali del pianeta: tutti sono d’accordo nel fare grandi sacrifici, per compassione.

Alcuni si adattano a vivere in gabbia, o dentro case anguste, mangiando orrido cibo in scatola e sopportando pazientemente i capricci dei bambini, che li trattano come giocattoli. Altri si lasciano allevare in batteria, cacciare, clonare per fornire cibo agli uomini. Altri ancora abitano in luoghi inospitali, solo per ricordare all’ umanita’ il senso della bellezza del pianeta in cui vive.

Gli uomini non apprezzano, ovviamente: non avendo mai dubbi sulla propria presunta superiorita’ psico-biologica, continuano a ritenersi a buon diritto padroni del mondo, e vanno avanti a macellare, picchiare, seviziare, in nome della scienza o del divertimento.

Eulalia, in un angolo del corridoio, muove la coda e arriccia il naso: qualcuno sta arrivando, e per prudenza decide di nascondersi, seguendo il re dei topi, per non correre il rischio di finire come una cavia da laboratorio.
 
Poveri umani: credono di regnare, e non sanno di essere loro, le vere bestie.
giovedì, 06 dicembre 2007

Eulalia e la polvere bianca

DOCU-FILM SULLA COCAINA, "UNA SFIDA FORTE"

ROMA - Un docu-film come Cocaina "rappresenta per la rete una sfida forte, un modo di fare tv moderno e contemporaneo per raccontare la realtà". L'ha detto Paolo Ruffini, direttore di Raitre, al termine della proiezione in anteprima alla casa del Cinema, ieri sera, del documentario shock di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, in onda domenica prossima sulla terza rete Rai alle 21:30.

Ruffini, per rispondere alle polemiche già nate sul film (Maurizio Gasparri di An ha chiesto la sospensione degli spot che lo pubblicizzano), parla della qualità e del valore sociale della pellicola: "Mostra cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma di cui non ci accorgiamo - spiega - per farle conoscere, c'è uno sforzo forte di linguaggi, che i due autori porteranno anche nei prossimi cinque film che stanno realizzando per la rete. Tra gennaio e febbraio dovrebbero andare in onda quelli dedicati ai temi della sicurezza (dall'emergenza rumeni ai pericoli in città, ndr) e della violenza sulle donne, mentre all'inizio dell'estate ne trasmetteremo altri due, fra cui probabilmente uno sulla guerra in Iraq". Per Mauro Parissone l'obiettivo più importante raggiunto dal film "è aver rovesciato l'immagine della Milano da bere degli anni '80, quella dei ricchi, famosi e potenti, fra cui la cocaina scorreva sotterraneamente.

Da allora al nord, la cocaina da droga del potere è diventata la droga per tutti. E' usata per divertirsi, ma anche da chi lavora, come operai, commesse, camionisti, manovali cottimisti, per lavorare di più". Il film, realizzato in due mesi nel capoluogo lombardo e nella provincia di Brescia, alterna la cronaca delle lunghissime notti di lavoro dell'ispettore Angelo Langè della squadra mobile di Milano, che in borghese con i suoi uomini va a caccia dei tantissimi spacciatori che vendono in città alle testimonianze di tre operai che si fanno di 'bamba' soprattutto per lavorare senza farsi fermare dalla stanchezza.

 "L'input per indagare in questo senso - dice Burchielli - c'è venuto da un articolo di Paolo Berizzi su Repubblica. Chi usa la cocaina ne parla senza problemi ma c'è voluto più tempo per trovare tre operai che accettassero di drogarsi davanti alla telecamera. Abbiamo dovuto conquistare la loro fiducia". A proposito del vero eroe buono del documentario, l'Ispettore Langè, efficientissimo e ironico, capace sempre di stabilire sempre un contatto umano con gli arrestati e soprattutto con i clienti fermati nelle operazioni (dallo studente di legge all'industriale che a comprare la droga ci va con il figlio di pochi anni) Parissone e Burchielli dicono che "non è un'eccezione. Nella Polizia di Napoli abbiamo incontrato professionisti ugualmente bravi. Oggi i poliziotti sono cambiati, svolgono più compiti insieme".

I due autori spiegano di essere rimasti colpiti soprattutto dai volumi di polvere bianca "praticamente infiniti" che circolano: "A Milano, secondo i dati dell'istituto Mario Negri ogni giorno si consumano 120000 dosi che diventano 240000 nel weekend". Per Parissone "chi usa la cocaina non vuole allontanarsi dalla società. Vuole emulare i personaggi reputati 'fighi'. L'immagine di vita che ne esce è di estrema durezza e tristezza".

Oggi Eulalia non puo' salvare il mondo:  e' stanca, e non volendo sniffare strane polveri colorate per aumentare il proprio rendimento, ha deciso di riposare per qualche giorno.

Eulalia non si e' mai drogata, percio' non puo' parlare del fenomeno con cognizione di causa, e non essendo ancora andato in onda il film, non puo' nemmeno avere informazioni dettagliate sull' argomento, ma si chiede se tutto questo fenomeno di intossicazione collettiva sia normale.

Si chiede anche cosa ne pensino i lettori del Blog, che sono attenti spettatori del mondo e delle cose. Qualcuno spieghi a Eulalia cosa sta succedendo, per favore.

Intanto Eulalia andra' a fare una passeggiata in giardino, sniffando orchidee, rose e glicini, e giocando tra polveri e coriandoli di ogni forma e colore, in compagnia delle altre fate. 

 

giovedì, 22 novembre 2007

Eulalia e il re dei topi

Solitudine abbassa difese da stress - Ricerca di due italiani negli Usa

ROMA, 13 NOV - La solitudine e' un attacco alle nostre difese naturali anti-stress e potrebbe essere l'origine di disturbi come ansia e aggressivita'. Lo hanno scoperto gli italiani Erminio Costa e Alessandro Guidotti con una ricerca presso l'Universita' dell'Illinois a Chicago, pubblicata sulla rivista PNAS: nei topi l'isolamento sociale impedisce la produzione dell'ormone anti-stress allopregnanolone.
Cosi' disturbi quali ansia e aggressivita' potrebbero essere ricondotti a quest'alterazione.

Eulalia sbuffa: ha in corso un difficile rinnovo contrattuale,  e’ ancora impegnata nella costruzione delle centrali di raffinazione dell’ ossitocitina, ed ecco che all’ improvviso  le arriva una ordinazione per un massiccio quantitativo di allopregnanolone.
 
Il re dei topi e’ stanco di sentirsi solo: non vuole passare le giornate a  fare lunghi discorsi alle croste di formaggio, ne’  a correre per ore nel solaio, in cerca di una compagna che esiste solo nella sua fantasia.
Da bravo sovrano, pensa anche al benessere dei sudditi piu’ sfortunati, ed e’ per questo che chiede  ad Eulalia di preparare quantita’ industriali di una sostanza in grado di risolvere i problemi delle tante anime, solitarie come la sua, che vivono senza nessuno al loro fianco.

 
Eulalia non  ha cuore di rifiutare l’incarico, cosi’ si mette a studiare nuove formule per creare la molecola perfetta. Passa notti insonni a ipotizzare, progettare e sperimentare, e finalmente riesce nell’intento: due sole gocce sotto la lingua, e i roditori saranno felici, dimenticando ansia ed aggressivita’.


 

Dopo la cura, i topi danzeranno in tutu’ rosa, tra cantine e solai, senza darsi pena per veleni, gatti e trappole. E ballando sulle note dello Schiaccianoci, faranno amicizia con i loro simili, organizzeranno feste piene di formaggio e porteranno i fiori a qualcuno di speciale, finche’ una sera, osservando un tramonto troppo rosso per i loro occhi, si abbracceranno e capiranno di non essere piu’ soli.

Da quel giorno, nessuno potra’ piu’ convincerli ad entrare in una gabbia. I  topi, intelligenti e sensibili, non rinunceranno per nessun motivo a stare con i propri simili: Eulalia e’ convinta che la vittoria finale sulla solitudine sia assolutamente alla loro portata. 
 
Sono gli uomini, quelli che la preoccupano.
mercoledì, 14 novembre 2007

Eulalia e la scimmietta

Scimmie scioperano se "pagate" poco
Rifiutano di lavorare se i loro vicini sono premiati di piu'
 
ROMA, 13 NOV - Secondo uno studio anche le scimmie scioperano rifiutando di lavorare se vedono che i vicini di gabbia sono premiati piu' di loro.
In Usa scienziati hanno fatto un esperimento su tredici scimmie cappuccine, che dovevano dare un gettone in cambio di una ricompensa come un pezzetto di cetriolo o un piu' apprezzato chicco d'uva.

Le scimmie eseguivano l'ordine solo se la ricompensa era uguale per tutte. Se veniva dato il premio piu' gradito solo ad alcune, le altre smettevano il lavoro.

 
Eulalia e’ in sciopero.

Ha scoperto che i suoi colleghi supereroi ricevono premi, onori e tutine multicolori da indossare in ogni occasione: perfino mentre salvano il mondo.


Eulalia vuole un vestito arcobaleno, una bacchetta magica con la stellina e una vernice brillante con cui ridipingere l’astronave.
 
venerdì, 09 novembre 2007

Eulalia e l'ossitocitina

ROMA, 7 NOV - Avarizia si puo' curare con ormone
Dimostrato l'aumento della generosita' grazie all'ossitocina
Il neuroscienziato Paul Zak ha scoperto l'"ormone della generosita": l'iniezione della molecola ossitocina rende piu' generosi. Nel 2005 Zak pubblicava su Nature la scoperta che l'ossitocina e' l'ormone che infonde fiducia nel prossimo, com'era d'aspettarsi visto il forte ruolo dell'ormone nel regolare l'attaccamento madre-figlio. L'esperto poi si e' concentrato sull'effetto rispetto al denaro e ha notato che i volontari diventavano molto piu' generosi offrendo l'80% di denaro.
 
Eulalia e’ soddisfatta. Ha armeggiato con alambicchi e provette per settimane, e finalmente ci e’ riuscita: agita il contenitore in cui ha appena versato un estratto color ciclamino, e poi agita.
Un minuto dopo, un liquido rosa confetto fa bella mostra di sé in un’ampolla di vetro.
 
Nel grande magazzino c’e’ troppa gente: si avvicina il Natale e chi ha potuto approfittare del sabato libero per anticipare l’acquisto dei regali, ora si accalca alla cassa, carico di guanti di lana a righe rosse e blu, profumi, cravatte di dubbio gusto, pupazzi dagli occhi troppo grandi e orologi di plastica colorata.

Eulalia, grande come un topolino, si arrampica, non vista, fin sopra a uno scaffale pieno di telefonini e da li’ prepara gli agguati: ha riempito uno spruzzatore con cui annaffia di ossitocitina rosa tutti quelli che le capitano a tiro, sparendo dietro a una colonna non appena riesce a mettere a segno un colpo.
 
Il primo a cadere e’ un bambino viziato: due minuti dopo lo spruzzo, rinuncia al sessantesimo gioco per la playstation e regala il proprio game-boy al fratellino con cui aveva litigato fino a un minuto prima.
Poi e’ la volta di una donna elegante, che lascia a meta’ lo shopping per correre a far compagnia alla vecchia zia della cui esistenza si era quasi dimenticata.
 
Il manager brizzolato, una volta rientrato nel proprio attico, impiega il resto del fine settimana studiando il modo di assegnare un aumento di stipendio a tutti suoi sottoposti, rinunciando alla stock option milionaria con cui e’ abituato ad auto-gratificarsi ogni fine anno.

Un avaro decide di fare una ingente donazione a un ente di beneficenza; due teppisti, tornando a casa, lasciano il posto sull’autobus alle persone anziane e la studentessa universitaria con la giacca firmata si impegna a rinunciare all’ aperitivo quasi giornaliero nel locale trendy per fare volontariato tra i disabili.
 
Arriva l’ora di chiusura: Eulalia da’ un’ultima spruzzata a uno strozzino, che si ravvede all’istante, poi esce di soppiatto.


 
Soddisfatta del risultato dell’ esperimento, Eulalia torna nel laboratorio e si mette all’opera per produrre litri, ettolitri, oceani interi di liquido rosa: prossimamente lo mettera’ negli impianti di aerazione degli aeroporti, nei tunnel delle metropolitane, nei parlamenti, negli stadi, nei treni, nelle scuole, e poi in fabbriche, uffici, tribunali, prigioni, case, ospedali e citta’.
 
Ci sara’ liquido rosa su politici, amministratori delegati, criminali, poliziotti, madri iper-protettive, figlie ambiziose, mariti possessivi ed uomini fedifraghi.
Fiumi rosa scorreranno su ricchi e meno ricchi, su individui egoisti, pigri, gretti, meschini ed egocentrici.
 
Piu’ avanti, Eulalia  costruira’ enormi aerei cisterna, in grado di spargere l’elisir di ossitocitina su tutto il mondo, conosciuto e non.
E se non bastera’, lo fara’ un’altra volta, e una volta ancora, finche’ sara’ necessario.

Perche’ il mondo ha davvero bisogno di un liquido rosa.

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